La Corte di Assise di Appello di Roma, ha riformato la sentenza di primo grado con la quale l′imputata era stata condannata previo riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti alla pena di anni 14 e riconoscendo il vizio parziale di mente, in accoglimento della proposta di concordato avanzata dalla Difesa con il consenso della Procura Generale, ha ridotto la pena ad anni 11 e mesi 4 di reclusione.